Caso BidPlaza: sparita l’asta della casa in Sardegna. E’ il colpo di grazia ?
Novità e segnalazioni — Scritto da Puntaeviaggi, il 22 ottobre 2009 alle 01:00E’ noto che si possa passare presto “dalle stelle alle stalle”, la storia del web è piena di mode più o meno passeggere e di colossi saliti agli onori delle cronache e poi finiti in declino; è un procedimento che succede ovviamente anche al di fuori del “mondo virtuale”, ma per queste cose Internet è decisamente un notevole acceleratore.
Raramente però è capitato che un sito simbolo di un settore, anzi per certi versi proprio il capostipite, abbia subito un declino a se stante e non dovuto al settore che lo riguardava, ma è quanto sta succedendo nel mondo delle aste al ribasso: ci riferiamo nello specifico a BidPlaza, che da qualche mese sembra avviato verso un sempre più rapido declino, culminato probabilmente tra ieri e oggi, con la misteriosa sparizione dell’asta della casa in Sardegna.
Non è la prima volta che il sito di aste a ribasso forse più noto in Italia si trova ad affrontare delle polemiche, ma la situazione questa volta sembra piuttosto grave. Ma facciamo un riepilogo della “storia” di BidPlaza, capostipite delle aste al ribasso nel nostro paese e vediamo come sia giunto a questo che sembra un declino molto grave.
Se siete interessati soltanto alla questione della casa in Sardegna, potete saltare direttamente all’ultimo paragrafo anche se vi anticipiamo già che al momento non sappiamo nulla riguardo a comunicazioni da parte di Bidplaza.
I tempi d’oro
Certamente molti giocatori “di lunga data” (quindi indicativamente coloro che frequentano il mondo delle aste al ribasso da più di un anno) ricorderanno sicuramente gli albori delle aste al ribasso in Italia, quando BidPlaza fu il capostipite e venne seguito poi da Youbid (attualmente probabilmente il sito più conosciuto e più frequentato) e LowBid (ormai offline da molto tempo). Nello stesso periodo nacquero altri siti ancora adesso attivi e molto noti (per esempio Asteclick), ma di fatto BidPlaza è definibile pressochè ufficialmente il primo sito di aste al ribasso in Italia, tant’è che il suo approdo è datato addirittura Ottobre 2007.
Con l’inizio del 2008 arrivò una maggiore notorietà, gli utenti apprezzavano moltissimo questo sistema di gioco e iniziarono a nascere diversi siti per cui BidPlaza rappresentava praticamente il “modello ideale”, era il sito di riferimento e metteva regolarmente in palio premi di alto valore, basti pensare alle numerose automobili aggiudicate e ai feedback entusiastici che si potevano trovare in rete. Le vincite delle auto e dei premi in generale erano corredate da foto e feedback, gli utenti iscritti aumentavano di giorno in giorno e con essi anche il calibro dei premi a disposizione.
C’erano ovviamente i dubbi degli scettici sulla legalità del sistema, su come fosse possibile aggiudicarsi i premi a così poco prezzo, sulla trasparenza e sulla regolarità del sistema, ma BidPlaza sembrava comunque non risentire di quelle perplessità e critiche che comunque circondano ancora oggi il mondo delle aste al ribasso, ma il numero di utenti entusiasti di provare questo metodo di gioco superava di gran lunga gli scettici.
Maggio 2008 – Il primo “caso”
Le prime critiche di un certo livello dirette alla credibilità di BidPlaza giunsero nel mese di Maggio 2008, in merito all’asta che metteva in palio una serata da trascorrere con Melita Toniolo, all’epoca inviata di Lucignolo e oggi valletta nella trasmisione Colorado.
Inizialmente i dubbi erano solo degli utenti, ma dopo che la stessa Toniolo dichiarò di non essere a conoscenza dell’iniziativa scoppiò ovviamente un caso su BidPlaza e nuovamente sulle aste a ribasso in generale, la vicenda si risolse comunque in tempi abbastanza brevi: BidPlaza accusò la Toniolo di non aver rispettato gli accordi presi, cancellò l’asta e ne creò in seguito di similari ma non collegate alla modella trevigiana, ma con altre ragazze quali Carolina Marconi, Eva Henger, Jennifer Rodriguez con tanto di foto delle serate (i link attualmente disponibili nelle pagine di aggiudicazione delle aste qui linkate non sono più funzionanti).
Le aste in questione non ebbero particolare successo a livello di partecipanti, furono ovviamente un ottimo veicolo di pubblicità (in particolare quella poi sfociata in polemica con la Toniolo, anche se forse proprio la polemica scoraggiò molti utenti e fece sì che le altre aste della serie “una notte da re” non avessero un numero molto alto di partecipanti).
Comunque, il caso fu piuttosto ridotto e non ci furono danni di immagine per Bidplaza.
Novembre 2008 – La scissione Bidster / BidPlaza
Decisamente più serio quanto accadde nel periodo intorno a Novembre 2008; ironicamente potremmo definirlo forse il più grande mistero del web per quanto riguarda le aste al ribasso, ovvero l’intricata questione Bidster / BidPlaza. Anche questa probabilmente agli utenti più “nuovi” delle aste al ribasso non dirà nulla, mentre i giocatori più informati sicuramente ricorderanno la vicenda.
A quanto si è potuto capire dai comunicati rilasciati allora dalle due società “in rotta”, Bidster operava nel settore delle aste al ribasso in alcuni paesi europei e decise nell’ottobre del 2007 di espandersi in Italia, quindi si accordò con BidPlaza: Bidster avrebbe offerto la piattaforma e il know-how tecnico mentre BidPlaza si sarebbe occupata della parte marketing, di seguito una pubblicità di BidPlaza datata Maggio 2008 (almeno per quanto riguarda l’inserimento del video su YouTube)
Dopo circa un anno a quanto pare Bidster aveva deciso di cessare la collaborazione e comunicò che avrebbe trasferito gli utenti di Bidplaza sul proprio sito, con in più 10 € di crediti bonus. Se non che BidPlaza inviò e pubblicò sul proprio sito un comunicato dove spiegava che stavano passando ad una nuova piattaforma e che un’altra società ne aveva approfittato per rubare i dati degli utenti, avvisava quindi di “diffidare dalle imitazioni” e comunicava che entro pochi giorni avrebbe riaperto il sito con una nuova piattaforma propria e molte novità.
![Il comunicato di BidPlaza [fonte: www.ziogeek.com]](http://ziogeek.com/wp-content/uploads/2008/11/immagine-11.png)
Il comunicato di BidPlaza, fonte: www.ziogeek.com
Ci si trovava quindi iscritti a due siti, con i dati forniti a due diverse società che inizialmente collaboravano ma in seguito alla divisione – decisamente brusca – si trovarono a competere sullo stesso territorio, anche se su Bidster ci si confrontava anche contro utenti di altri paesi e non solo contro utenti italiani.
I motivi dell’avvenuta scissione non furono mai comunicati ufficialmente, le posizioni delle comunicazioni agli utenti erano decisamente contrastanti (Bidplaza accusava molto direttamente di operazioni illegali Bidster, anche se non la nominava direttamente nei propri comunicati il riferimento era chiaro), molte furono le preoccupazioni relative alla propria privacy da parte degli utenti e soprattuto vi erano ovviamente dubbi sui futuri sviluppi della faccenda, fatto sta che Bidplaza ripartì e sebbene ancora oggi non si notino particolari novità rispetto alla versione del 2008 a livello di funzionalità la fiducia di molti utenti sembrava comunque ancora salda.
Dimunizione del valore dei premi
In un lasso di tempo piuttosto ridotto dalla scissione il valore dei premi messi in palio cominciò a calare, le auto che prima erano quasi una costante divennero apparizioni molto sporadiche, ma va anche detto che questo procedimento è avvenuto anche in moltri altri siti ed è dovuto sicuramente anche al proliferare di nuovi siti: specialmente tra fine 2008 e inizio 2009 sono nati letteralmente centinaia di siti e inevitabilmente l’utenza si è divisa, i nuovi giocatori preferivano i nuovi siti per avere più possibilità di vittoria perchè chiaramente confrontarsi con migliaia di utenti come gli iscritti di Bidplaza rendeva più difficile le vincite, e sicuramente anche utenti magari già iscritti ma con pochi crediti residui si sono spotati su altri concorrenti, questo del resto avviene ancora oggi e lo spostamento degli utenti occasionali verso i “nuovi siti” è piuttosto costante. Inoltre non è escluso che la cessata collaboazione con Bidster avesse portato a una diminuzione di sponsor e mezzi, va considerato infatti che Bidster poteva avvalersi di una posizione di rilievo anche in altri paesi europei e quindi realisticamente di maggiori introiti.
Questo comunque non dimuniva il valore del sito, i premi come tv e premi sopra i 1000 o i 2000 € erano comunque abbastanza frequenti e Bidplaza aveva comunque una certa “fama” essendo il più conosciuto e di conseguenza anche quello più immediato da trovare in motori di ricerca e mezzi di promozione.
2009: l’inizio del declino ?
A Luglio Bidplaza apre una propria pagina su Facebook . La mossa non si rivela molto indovinata, infatti già dopo pochi giorni arrivano le prime lamentele di utenti che dichiarano di non aver ricevuto premi vinti anche molto tempo prima, si parla di febbraio-marzo, quindi persino 5 mesi di ritardo nonostante proprio nella testa di Bidplaza campeggi la dicitura relativa alle spedizioni in 48 ore.
Praticamente dal 20 luglio in poi la pagina di Facebook è subissata di lamentele su spedizioni non effettuate, inoltre chi riceve i premi denuncia spesso la mancanza dello scontrino e di conseguenza i relativi problemi legati alla garanzia.
Se da un lato è vero che solitamente a scrivere sono gli utenti con problemi, mentre a chi va tutto liscio tende magari a non cercare la comunicazione, la quantità di lamentele è decisamente troppo elevata per pensare che i problemi siano circostanziali. Si può peraltro notare come fino al 6 agosto ci siano risposte da parte di Bidplaza, dopo di che nessun segnale. Col senno di poi, l’apertura della pagina Facebook suona un po’ come una mossa suicida, specialmente considerando che i problemi evidentemente erano antecedenti luglio (data di apertura della pagina) dato che diversi utenti parlano di premi vinti a febbraio e marzo.
Ma si può pensare che la pagina Facebook avesse come scopo principale la promozione del punto che ha poi originato questo articolo e potrebbe essere il colpo di grazia per BidPlaza, ovvero l’asta al ribasso della casa in Sardegna, che abbiamo scoperto avere già un precedente.
La casa dei misteri
Se la pagina Facebook è stata contenitore di diverse critiche da parte degli utenti, si può notare come i primissimi post (di inizio Luglio 2009) siano relativi alla promozione dell’asta con premio la casa in Sardegna, valore 160.000 €. Si può pensare quindi che scopo dell’uso di Facebook fosse primariamente la promozione di quest’asta, ad essa infatti è dedicata una pagina/evento e sono di quest’asta le uniche foto presenti nelle gallery Facebook di BidPlaza.
Se leggete nel profilo e nella pagina dell’evento, forse noterete qualcosa di strano: la data riportata come fine dell’evento è il 22 Ottobre 2009, ma leggendo il testo è indicato il 30 Luglio 2009: cosa è successo? Semplicemente, come si può verificare da questa pagina, il 29 Luglio 2009 BidPlaza ha deciso di posticipare l’aggiudicazione dell’asta, peraltro in maniera considerevole (dal 30 Luglio si è passati al 22 Ottobre). Le motivazioni leggibili ovviamente sono il “grande successo” e l’attesa del “rientro dalle vacanze” degli utenti, ma il fatto che l’asta proprio il giorno prima della scadenza venga posticipata di 3 mesi fa pensare che le offerte ricevute non fossero sufficienti a coprirne il costo, e immaginiamo il disappunto di chi magari fino a quel momento si stava aggiudicando la casa e le vacanze magari pensava di farle all’interno del premio vinto, invece di provare ad aggiudicarselo al ritorno!
Fin qui però niente di palesemente irregolare: non è stabilito da nessuna parte che il gestore del sito non possa variare la scadenza di una propria asta, anzi spesso nei regolamenti è specificato chiaramente che è nei diritti dei gestori del sito eseguire questa operazione. Si può quindi parlare di comportamento “eticamente scorretto” se vogliamo, specie considerando l’annuncio dato solo 1 giorno prima della fine dell’asta. Ma non è finita qui.
Facciamo un balzo in avanti e portiamoci ad oggi: è il 22 ottobre 2009. Proviamo ad andare su Bidplaza: l’asta relativa alla casa in Sardegna è sparita. Nemmeno il link diretto che portava alla pagina funziona.
Nessuna comunicazione sul sito, nessuna comunicazione sulla pagina di Facebook, solo asteribasso.info riporta da ieri la scomparsa dell’asta probabilmente sgomento come siamo rimasti noi.
Su Bidplaza sono ancora raggiungibili i banner relativi alla casa:
http://www.bidplaza.it/app/elements/house_details/images/main_banner_1.jpg
http://www.bidplaza.it/app/elements/house_details/images/main_banner_2.jpg
http://www.bidplaza.it/app/elements/house_details/images/main_banner_3.jpg
Riportiamo anche di seguito i 3 banner (in formato ridotto):
Ricapitolando: a inizio Luglio 2009 viene aperta l’asta per la casa in Sardegna da 160.000 €, scadenza originariamente prevista per il 30 Luglio. Il 29 Luglio BidPlaza comunica che l’asta viene posticipata al 22 Ottobre.
Il 21 Ottobre l’asta sparisce nel nulla, rimangono visibili solo i banner.
Siamo certi che molti utenti oggi rimarranno sconcertati nell’appurare che l’asta si è volatilizzata, per ora non c’è nessuna comunicazione ufficiale e anche la notizia della “sparizione” non sembra molto diffusa, probabilmente perchè la maggior parte degli utenti attendeva la data odierna per andarla a giocare.
Potrebbe trattarsi di una sparizione solo temporanea? Difficile a credersi, già una volta hanno rinviato l’asta a un giorno dalla scadenza, rimuoverla e poi reinserirla proprio nei giorni in cui presumibilmente sarebbe arrivato il maggior numero di giocate non avrebbe senso logico, e poi per quale motivo cancellarla completamente (dato che andando sul link originale si ottiene il messaggio “asta inesistente”) ?
BidPlaza ha passato come abbiamo visto alcune piccole polemiche e qualche “tempesta” e ne era sempre uscito almeno discretamente bene. Purtroppo sembra proprio che da essere l’esempio di tutti i gestori di siti di aste al ribasso sia giunto dopo 2 anni di attività ad essere un esempio da non seguire.
Dopo le polemiche degli ultimi mesi da parte degli utenti sulle mancate consegne, questa potrebbe diventare la “mazzata finale” da cui sarà pressochè impossibile rialzarsi, potrebbe valere il detto “chi è causa del suo mal, pianga se stesso”, ma bisogna considerare che questa vicenda potrebbe avere ripercussioni negative anche sul settore delle aste al ribasso: una faccenda di questo livello che coinvolge il sito più famoso rischia inevitabilmente di compromettere la reputazione di questa tipologia di gioco verso molti utenti e di danneggiare di conseguenza tutto il settore, sicuramente per quanto riguarda gli utenti neofiti che avrebbero molte più remore a partecipare.
In caso di ulteriori sviluppi vi terremo aggiornati.
Tags: bidplaza, declino, truffa



































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10 commenti
Davvero pessimo comportamento.. spero rimborsino chi vi ha partecipato!
Sinceramente ho qualche dubbio, molti utenti sulla pagina Facebook ad esempio lamentano che Bidplaza offre il rimborso se la spedizione non avviene entro 48h, eppure nonostante i mesi di ritardo dicono di non aver nemmeno ricevuto il rimborso delle offerte quando lo hanno chiesto.
Se non vado errato comunque fino a stamattina c’era una diversa asta in scadenza e ora non risulta più nemmeno quella: era un premio di valore relativamene basso ma è anch’essa sparita nel nulla
Io l’avevo detto 40 giorni fa che sarebbe accaduto. http://www.pierotofy.it/pages/guide_tutorials/Internet/Bidplaza_sento_puzza_di_truffa_non_comprate_quella_casa/
Articolo interessante, non concordo in toto con i punti che esprimi (ad esempio quando paragoni le aste al ribasso al gioco d’azzardo) ma decisamente i segnali per quest’asta non erano proprio ottimali, tra il rinvio di 3 mesi da luglio ad ottobre e i precedenti problemi avuti dagli utenti e che sono venuti fuori comunque principalmente grazie alla pagina Facebook, ma comunque “poco conosciuti” perchè chiaramente finchè la comunicazione dei problemi è tra l’utente e lo staff del sito o con i blog, rimane comunque molto inferiore il bacino di utenti raggiunto dai “critici” che non magari dalla pubblicità del sito.
E’ indubbio che dopo la scissioen da Bidster il livello di Bidplaza sia calato, così come la sua affidabilità, il timore è proprio che possa colpire tutto il settore delle aste al ribasso che vanta invece progetti seri, come era lo stesso Bidplaza prima di questo inusuale declino verso il baratro.
Rispondo al tuo disaccordo invitandoti a leggere una delle recenti news: http://www.pierotofy.it/pages/home/news/5011-sei_aste_al_ribasso_attive_in_italia_chiuse_dalla_guardia_di_finanza/
E aggiungo: finalmente qualcuno si e’ mosso. Ci hanno messo 3 anni, ma finalmente qualcosa e’ stato fatto.
Ciao Piero, avevo già seguito i tuoi interventi in passato, noterai come abbiamo già dedicato un paio di articoli alla attuale chiusura di alcuni siti di aste al ribasso e come abbia mantenuto la mia idea: il paragone al gioco d’azzardo è una forzatura che, a mio avviso, non troverà riscontro effettivo.
Pienamente d’accordo sul fatto che fosse un settore eccessivamente fuori controllo, continuo a non essere d’accordo sul gioco d’azzardo, i punti in comune con la lotteria non sono a mio avviso sufficienti e si è semplicemente cercato un appiglio per avviare le indagini, avvio peraltro secondo me, come già ho espresso nell’articolo http://www.puntaeviaggi.com/2010/03/25/sequestri-gdf-e-la-fine-delle-aste-al-ribasso/, un po’ “alla carlona”, nel senso che hanno cercato siti che avevano cessato da tempo l’attività mentre siti più recenti pienamente attivi sono stati almeno per il momento ignorati.
Un conto è il discorso della truffa, su quello sono pienamente d’accordo e puoi vedere come già all’epoca mi ero abbastanza “arrabbiato” per la questione della casa in Sardegna (pur non avendo mai giocato su Bidplaza), ma da qui a indagare su intero settore con questi modi e queste tempistiche ce ne passa.
Il fatto che poi si voglia “isolare/chiudere” questo settore, magari per poi provare a lucrarci sopra (i siti di poker online, scommesse, gratta e vinci esteri chiusi finchè poi l’AAMS non ha regolamentato le cose facendosi pagare le licenze ti dicono nulla?) è un altro discorso.
Erano necessarie delle indagini sulle aste al ribasso, e in particolare su alcuni siti? Sì, siamo d’accordissimo.
E’ giusto equiparlarle al gioco d’azzardo ? No, non siamo d’accordo.
E’ giusto operare una chiusura preventiva dei siti PRIMA di una qualsiasi sentenza? No.
Chi ci rimette di più in tutto questo? Gli utenti, perchè se qualcuno ha fatto magari una ricarica il giorno prima della chiusura del sito ora si ritrova impossibilitato a usare i suoi crediti, e nel caso dei siti non accusati di truffa questi probabilmente non sarebbero nemmeno obbligati a restituire le somme versate.
Finalmente qualcosa è stato fatto, vero. Solo che è stato fatto – finora – male.
“l paragone al gioco d’azzardo è una forzatura che, a mio avviso, non troverà riscontro effettivo.” va bene, e’ una tua opinione, ma analizzando oggettivamente il gioco ci sono molti elementi in comune. Il rischio, la non sicurezza di una vincita, persino la dipendenza per qualcuno. Io non ho mai favorito la parte di utenti che vorrebbe chiuderli questi siti, quello che vorrei venisse fatto è:
– Maggiore regolamentazione (tasse adeguate ai gestori dei siti e controllo su come vengono fatte e gestite queste aste)
– Maggiore trasparenza per gli utenti (spiegare quali sono le probabilità di vincere se si punta su un bene, quanti utenti stanno puntando su un bene, quali sono i rischi, ecc.) e non pubblicità ingannevole da quattro soldi del tipo “Mario ha comprato una casa per 54 euro”.
Sinceramente ho qualche dubbio, molti utenti sulla pagina Facebook ad esempio lamentano che Bidplaza offre il rimborso se la spedizione non avviene entro 48h, eppure nonostante i mesi di ritardo dicono di non aver nemmeno ricevuto il rimborso delle offerte quando lo hanno chiesto.
Se non vado errato comunque fino a stamattina c’era una diversa asta in scadenza e ora non risulta più nemmeno quella: era un premio di valore relativamene basso ma è anch’essa sparita nel nulla
Articolo interessante, non concordo in toto con i punti che esprimi (ad esempio quando paragoni le aste al ribasso al gioco d’azzardo) ma decisamente i segnali per quest’asta non erano proprio ottimali, tra il rinvio di 3 mesi da luglio ad ottobre e i precedenti problemi avuti dagli utenti e che sono venuti fuori comunque principalmente grazie alla pagina Facebook, ma comunque “poco conosciuti” perchè chiaramente finchè la comunicazione dei problemi è tra l’utente e lo staff del sito o con i blog, rimane comunque molto inferiore il bacino di utenti raggiunto dai “critici” che non magari dalla pubblicità del sito.
E’ indubbio che dopo la scissioen da Bidster il livello di Bidplaza sia calato, così come la sua affidabilità, il timore è proprio che possa colpire tutto il settore delle aste al ribasso che vanta invece progetti seri, come era lo stesso Bidplaza prima di questo inusuale declino verso il baratro.
Articolo interessante, non concordo in toto con i punti che esprimi (ad esempio quando paragoni le aste al ribasso al gioco d’azzardo) ma decisamente i segnali per quest’asta non erano proprio ottimali, tra il rinvio di 3 mesi da luglio ad ottobre e i precedenti problemi avuti dagli utenti e che sono venuti fuori comunque principalmente grazie alla pagina Facebook, ma comunque “poco conosciuti” perchè chiaramente finchè la comunicazione dei problemi è tra l’utente e lo staff del sito o con i blog, rimane comunque molto inferiore il bacino di utenti raggiunto dai “critici” che non magari dalla pubblicità del sito.
E’ indubbio che dopo la scissioen da Bidster il livello di Bidplaza sia calato, così come la sua affidabilità, il timore è proprio che possa colpire tutto il settore delle aste al ribasso che vanta invece progetti seri, come era lo stesso Bidplaza prima di questo inusuale declino verso il baratro.